
Roland Emmerich posside una fanciullesca passione che ripropone quasi costantemente nei suoi ultimi film ovvero quella di voler distruggere tutto e tutti ed ovviamente farlo nel modo più spettacolare possibile! Infatti come nelle precedenti pellicole, anche nel pluri-annunciato disaster movie 2012 il regista di origini tedesche sembra provare un'immensa passione nel portare la distruzione di tutto quanto il genere umano ha costruito durante gli anni: anzi, se in Indipendence Day venivano carbonizzate le maggiori città del mondo, con Godzilla a rovinare era "solo" New York ed in The day after tomorrow una colossale tempesta metteva sotto zero l'emisfero boreale, con 2012 Emmerich compie un passo in avanti, probabilmente definitivo in quanto è difficile trovare una catastrofe peggiore, ovvero racconta la distruzione dell'intero nostro pianeta! Infatti, prendendo spunto da una leggenda di origini Maya (tra l'altro utilizzata per concludere le serie tv X-files), è stato costruito un lungo film spettacolare e fracassone, zeppo di effetti speciali tutti riservati per raccontare ogni genere di cataclisma possibile da far accadere sulla Terra.
Partendo dunque da queste premesse, era difficile aspettarsi qualcosa di diverso da quanto annunciato: 2012 è un ipertrofico giocattolone che affascina notevolmente si assiste alle meraviglie degli effetti speciali, mentre quando ai bagliori e gli scoppi intervengono i dialoghi fra i vari protagonisti e si torna dunque alla storia della pellicola, ecco che il rischio di scadere nel ridicolo involontario è sempre dietro l'angolo. Il plot del film infatti è molto flebile, costruito su una morale di sottofondo da "tanto al mucchio", pieno di frasi fatte e strafatte e con un'imbarazzante banalizzazione dei personaggi. Ad esempio durante il film troviamo un presidente statunitense (Danny Glover) che ovviamente è politicamente corretto, paterno come pochi altri ed eroe come solo i presidenti americani sanno essere, mentre il protagonista principale, interpretato da un divertito John Cusack, è la somma di tutti gli stereotipi degli eroi sfigati (impacciato, senza soldi, con una famiglia da riconquistare e con un'abilità alla guida da fare invidia a Michael Schumacher). Emmerich, come spesso è successo nei suoi precedenti lavori, predilige l'estetica del disastro al costrutto della storia, esaltando quasi maniacalmente l'effetto speciale (che in 2012 sono davvero spettacolari), relegando invece in secondo piano la storia stessa. Qui abbiamo un'antica profezia che si sta avverando: i grandi della Terra, avvisati per tempo da un geologo idealista, ma pragmatico, decidono di costruire delle moderne "arche di Noè" dove salvare il salvabile della civiltà e più esseri umani possibile (circa 400.000) dall'imminente catastrofe. Ecco che inizia una serie di addii alquanto stucchevoli e di genere (padre e figlio, madre e figlio, presidente democratico e popolo spaventato ...) intervallati dalla vicenda della famiglia Curtis che riesce a salvarsi dalla catastrofe grazie alle mirabolanti imprese del capofamiglia che fino ad allora era in realtà poco ben visto da tutti. Il finale buonista e politicamente corretto ve lo risparmio, ma potete facilmente immaginarlo da soli. Perciò in tanto frastuono il ruolo attoriale è decisamente irrisorio: oltre a Glover e Cusack, troviamo le affascinanti Tandie Newton e Amanda Peet, belle e brave a far scendere una lacrimuccia nei momenti più intensi del film. Insomma, normale amministrazione. Cameo di Woody Harrelson nella parte dell'hippy.
Ecco, in definitiva 2012 è un costoso pop-corn movie che intrattiene nel momento del grandioso spettacolo della fine del mondo, mentre tedia quando iniziano i "pistolotti" e la morale da manuale delle giovani marmotte. Forse due ore e quaranta di film sono effettivamente troppe e vanno a discapito delle resistenza stessa degli spettatori sfiancati da cotanto frastuono!
VOTO: 6/10